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IL SEGRETO DEL MARE

 

Affondano i piedi nella sabbia

mentre a poco a poco

la spuma del mare cancella le tracce del mio passaggio.

Nell’aria il sapore di pioggia

e la risacca porta alla riva pezzi di legno

come piccoli naufraghi scampati alla burrasca.

A perdita d’occhio colorate chiglie di barche capovolte

sembrano voler riprodurre un arcobaleno

che non accenna ad arrivare.

Nell’acciottolarsi dei miei pensieri sulla riva

scorgo immobile nell’aria

imbrigliato dal vento un gabbiano.

Siedo a terra e porgo l’orecchio al sibillino oracolo

riportando sulla rena ciò che apprendo.

A questi versi affido il segreto del mare,

quello che man mano vado svelando

il mare riporta con sé.

 

ROSSASTRI BAGLIORI DA ORIENTE

 

Ti cerco laddove pian piano la nebbia rischiara,

seguendo scie stellate di comete caduche

che traccian la via tra cartigli dorati

di gommose scartate da fate

e folletti bricconi che sbirciano tra le sottane.

M’allungo, eppur terra non tocco,

che dal vento vengo portato,

tra allodole odorose di frutta candita e salici allegri.

Scorgo il tuo sguardo tra quello di mille creature

che festosamente infestano una piazza in festa.

D’un tratto appare tutto più chiaro,

tra ippocastani adagiati nel fango che lisciano le loro brune chiome

ed un coniglio che mi chiede se ho una carota da offrirgli.

Odo da lontano un canto d’alati che angeli non sono

e mi appresto che da Oriente, già scorgo rossastri bagliori.

Avanzo a fatica tra noti volti di sconosciuti,

attraverso mani che mi artigliano ed infine ti raggiungo.

Con le mani la vita ti cingo,

nell’illusione di riportarti con me

al risveglio.

 

TRA EMBRICI E COPPI

 

Rimiro dalla cima del colle

il paesino imbiancato di neve,

l’aria tersa del mattino è immobile

mentre un timido sole rischiara

quei nivei scrigni di vita.

Dal perlaceo cielo si adagia la coltre

tra embrici e coppi,

a custodire i ricordi di ogni famiglia

laddove abbandonate dalle menti

tesori si celano alla vista,

foto sbiadite di momenti felici,

libri di scuola con appunti di vita.

Eri te che avrei voluto ritrovare,

amico dei bei tempi andati,

ora che l’età è passata su di noi

come la neve che si accumula sui tetti,

vorrei rivivere con te quegli istanti,

che a tratti rivedo presenti,

mentre di te mi rimane

un lontano caro ricordo.

 

SIMONE CENSI

Ho all’attivo numerose pubblicazioni in rete e su varie antologie di poesia e narrativa, tra le quali: Secondo posto al Premio Internazionale Il Labirinto con il racconto “Riflesso tonico labirintico” (2008). Terzo posto al Premio Lupo con il racconto “L’anabasi dell’uomo moderno” (Faeto – 2009). Finalista del concorso nazionale E-Scrivo e pubblicazione della raccolta di racconti “Ghost Hunter – Il metodo Gallagher” (D’Accolti, 2012). Vincitore del concorso nazionale FantaExpo con il racconto “La lettera del Male” (Salerno – 2012), vincitore del Premio Write-Aids con la poesia “Viandanti smarriti” (Ferrara – 2012). Terzo posto al concorso Tuttiscrittori con il racconto “Quello che vedo” (Coarezza – 2013), secondo posto al Premio Giuseppe Matarazzo con il romanzo “Il garzone del boia” (Montescaglioso – 2013). Vincitore del Premio letterario internazionale di poesia Festival degli Spaventapasseri con la poesia “Il cattivo Spaventapasseri” (Rovetta – 2014). Pubblicazione del romanzo “Amico, Nemico” (Montag, 2015), vincitore del concorso Io penso in siciliano con il racconto “Damon Gallagher in Truvaturi” (Montalbano – 2015).