poesie_capurro

LA ROSA NERA

 

 

 

Eri una rosa bellissima

di un colore unico e raro

nera

eri ammirata e amata in tutto il tuo mistero

ma qualcuno non ha sopportato

tutto quel risonante interesse intorno a te

ti voleva distruggere

ha cominciato a strapparti i petali

e le foglie con rabbia

dovevi soffrire

ha tagliato i tuoi rami

ed infine ti ha strappato alla terra

e lasciata lì a morire

su di te sono passate tempeste

freddo e gelo

nella totale indifferenza di tutti

ma una mattina hai avuto una nuova vita

sei rinata da una piccola radice rimasta,

più forte e robusta di prima

sei rinata di un colore diverso

rosso fuoco

i tuoi petali sono puro velluto

sì, sei rinata contro la società cinica in cui viviamo

lotta e vinci

non permettere che ti uccidano ancora.

AMORE MALATO

 

 

 

L’amore una parola breve ma infinita,

l’amore non è violenza,

non è possesso,

non è follia,

l’amore deve essere vissuto in tutta,

la sua bellezza

la sua potenza,

la sua energia,

Cambiamo la frase,

ti amo da morire

in ti amo da vivere

perché non si può morire

a causa di un amore malato.

DISABILITÀ

 

 

 

Disabile non è colui che è su una sedia a rotelle,

non è colui a cui mancano gli arti,

non è colui che ha un difetto fisico,

un disabile non è un diverso,

infatti primeggiano nello sport,

nell'arte, nel teatro, è in molto altro,

disabile in realtà è chi offende, umilia, deride,

o addirittura usa violenza, su chi è diverso da lui,

disabile è colui che è perfetto nel corpo

ma diverso, nel cuore e nell'anima,

disabile è colui che non ha valori,

e vive di pregiudizi e apparenza,

disabile è la società in cui viviamo.

 

PADRE MIO

 

 

 

Stesa sul prato

e guardando il tramonto

sfogo le mie malinconie

sopra di me non esiste più

il calore del sole

sento solo un freddo immenso

che mi viene dall'anima

e mi raggiunge il cuore

il mondo intorno a me scompare

vedo solo il tuo corpo

straziato dal male

e i tuoi occhi che mi dicono

figlia mia io sono giunto alla corsa finale

...ma tu non cedere...

continua a lottare

chiudo gli occhi e sul mio viso

scendono lacrime amare

sono lacrime che cadono non viste

e che nessuna mano saprà mai

raccogliere o asciugare

cosa mi rimane... niente

Chi riuscirà a rompere

questo senso di solitudine

non il vincolo dell'amicizia

non esiste... non il calcolo della ragione...

non l'amore... solo il ricordo del tuo

sorriso mi ridarà la forza di

sorridere... ti vorrò sempre bene

padre mio.

SABRINA CAPURRO

Sabrina Capurro nasce a San Giovanni Valdarno nel 1968.

Attualmente risiede nel Comune di Cavriglia, dove vive con la madre. Sabrina ha dentro di sé la passione della pittura e della scrittura, sin dai tempi della scuola. Nel mondo della pittura vi è entrata nel 1996, tramite il pittore Carmelo Librizzi, che ha visto alcune sue opere e le ha proposto di fare una mostra personale al suo Parco d’Arte Bum-Bum-Ga. Il successo è stato immediato, tanto che nello stesso anno la Capurro viene invitata al Premio Nazionale di Pittura di Torrita di Siena dove si piazza in ottima posizione, più espone a Firenze al Teatro della Pergola, in personale collettiva con pittori Italo-Americani e Indiani.

Sabrina oltre ad avere la passione del disegno che manifesta con le tecniche a carboncino e china, pastello e olio che la pittrice sfuma con le dita, sin dalla sua giovane età sente la viscerale passione della scrittura, tanto che all’età di 15anni scrive il suo primo romanzo, che partecipa ad un concorso letterario. Questa sua passione la tira fuori nel ’96, tramite la pittura infatti alle sue opere vi associa dei pensieri che spiegano il significato delle opere stesse.

Nel giro di tre anni, la Capurro brucia le tappe artistiche, infatti porta al suo attivo sei personali, quattro collettive con artisti altamente riconosciuti come Fulvio Castellucci, Becattini Elisa, Carmelo Librizzi ed altri ancora, partecipa a tre premi Nazionali e nel ’97 lavora ad una nuova tecnica di pittura. Sei mesi di silenzio e poi nel ’98 la Capurro torna in scena con la tecnica DIAMANTE fatta con smalto cosmetico da unghie, un nuovo successo accettato molto bene sia dalla critica che dalla stampa. Sabrina durante tutto questo tempo continua anche a scrivere sfornando un nuovo romanzo, una bibliografia di un pittore e poi decide di scrivere la raccolta dei pensieri delle opere fatte.

Nel 2000 la Capurro partecipa al premio di poesia a Pisa. Dal 2001 al 2006 espone al Borro da Ferragamo e alla Fortezza Da Basso a Firenze. Dopo una pausa torna nel 2014 con una nuova tecnica di pittura e una mostra, un nuovo successo. Nel 2015 1’artista porta all’attivo tre personali, due collettive e una mostra concorso.

La Capurro oltre a dipingere e scrivere crea anche alta bigiotteria.

SABRINA

 

 

 

Eccomi con la mia immagine

riflessa in uno specchio.

Stasera calo le mie maschere

e metto a nudo la mia Anima.

Chi sono io? Quante volte

mi hanno fatto questa domanda.

 

Io sono una persona

che nell’arco dei suoi 47 anni

è stata ferita, derisa, schiacciata, distrutta.

Sono una persona

che nella sua vita è caduta troppe volte

ma ha sempre trovato la forza di rialzarsi.

Che colpa ne ho avuto

se la mano di un incosciente

ha guidato un auto alla velocità di una scheggia impazzita

e in un attimo ha cambiato la trama della mia vita

mettendomi di fronte alla morte

una, due, tre, quattro volte (avevo solo 7 anni).

 

Ho sempre lottato con le unghie e con i denti

contro tutto e tutti anche contro me stessa

ed il mio sentirmi inferiore, brutta, inadeguata.

 

Ed ho vinto! Sulla cattiveria, sulla falsità, sull’ipocrisia.

 

Io sono io

con i miei difetti, pregi, affanni

e con le mie imperfezioni.

Se amarmi, odiarmi o vivermi

spetta a voi deciderlo.