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I COLORI DISCENDONO NEL BUIO...

 

I colori scendono nel buio

e il rosso arancio del tramonto

si dissemina sulle nubi,

filamenti sopra la linea dell’orizzonte,

la clessidra del tempo rovesciata,

mentre luci frantumano

l’aria serotina

ed il rombo s’inclina

verso un centro di dolore,

perduta la forza dello sguardo.

File di fari,

direzioni obbligate del senso,

mondo agonizzante che declina

sui gelidi possessi del buio.

Ed io non so ritrovare la mia voce,

discendo nel vuoto della mia inerzia

per tornare nella luce del mondo

e cibarmi della linfa,

dei fiati e del verde,

a trafigger la durata d’amore.

Vorrei distillare la mia forza

e trarne parole

di vetro e di cristallo.

Questo tempo infermo

che risuona

dei gelidi rumori d’agonia.

Galceti (Prato), 8 Marzo 2009

 

La pioggia cade

sui vivi, sui morti,

sui sussulti,

sulle agonie innumerevoli

dei volti insensati.

Macerie di sguardi

sul battito brulicante delle gocce.

Immensi cimiteri del tempo

dove merci accatastate

irrompono nei vuoti dell’anima,

assaltano i corpi

dove la vita s’adagia

agli angoli dei colori,

schiacciata dal vuoto,

satura d’ogni parola.

Commerci d’emozioni,

compravendite d’affetti

risuonano in stanze stracolme,

ad arginare la rabbia

con alte muraglie d’egoismo.

L’abbacinante menzogna

plasma le menti,

acceca gli sguardi,

schermo-plasma il nonsenso,

scherma la mente allo spirito,

abbaglia lo spirito critico.

Pioggia sporca,

pioggia che annega,

nega le finestre del sole,

imputridisce questa lingua

impigliata nel già detto,

che vorrebbe sradicare

fin le radici di un senso sfinito,

rinominare il mondo,

nuova luce da dentro

i più ripidi anfratti del cuore.

 

PERFEZIONE DELLA NEVE, DEL BIANCO

 

Ricopri di sonno

il martirio dei pensieri.

Raccogli il lunario dei segni

sotto il mantello del silenzio.

Unisci la sorte dei gesti

in armonica coltre di cristallo,

questo sfacelo del tempo

gocciante su macerie.

Ricopri di silenzio

le autostrade allucinate,

dove la morte

schianta in frammenti la vita,

le carceri scintillanti delle case,

dove brillano falò d’immagini

e la parola imputridisce

sui deschi apparecchiati,

sopra menzogne d’abbondanza.

Copri le menti assorbite in bagliori,

in navate d’abbondanza,

nei centri commerciali.

Sommergi

la vorace follia dei consumi.

Rischiara la notte del senso

col limpido vuoto,

sobrietà di bisogni,

acqua nel cavo

delle mani pudiche

che sconfigge

il ghiaccio tracotante della forza.

 

Il rumore ancora s’accende

per le strade impazzite

d’arnie semoventi;

pensieri rimbalzano nel fango,

di nuovo alla deriva del giorno.

Auto cellule sciamano

lungo l’asfalto

e una fradicia luce

che si spegne

nelle ossa

di un chiuso tramonto.

 

LEONELLO RABATTI

Leonello RABATTI è nato a Reggello (Fi) il 7 Novembre 1960. Vive a Prato, dove insegna lettere nelle scuole secondarie di primo grado.

È iscritto all’ordine dei giornalisti della Toscana come pubblicista.

Ha pubblicato privatamente i libri di prose e poesie Limite del silenzio (1992) e Destino (1995).

Collabora a varie riviste italiane con contributi di poesia, prosa, saggistica e traduzioni di opere di scrittori latinoamericani.

Suoi testi poetici e saggi critici sono stati pubblicati su varie riviste, tra le quali “Il Ponte” (Fi); “Semicerchio” (Fi); “Pietraserena” (Fi); “Collettivo R” (Fi); “Il foglio clandestino - La bottega di poesia Fernando Pessoa” (Mi); “Spiritualità e Letteratura” (Pa); “Pomezia Notizie” (Roma); “Hebenon” (To); “La mosca” (Mi).

Suoi testi in prosa e in poesia sono stati segnalati in occasione di vari Premi Letterari.

Suoi testi poetici sono stati inclusi nell’antologia Poeti di Novecento, curata dal critico fiorentino Franco Manescalchi nel 1994 per le Edizioni Risma (Firenze); nell’antologia Nostos – Poeti degli anni novanta a Firenze, curata nel 1997 da Franco Manescalchi per le Edizioni Polistampa di Firenze; nell’antologia Poesia del ‘900 in Toscana, curata da Franco Manescalchi, Firenze, Marzo 2009, Edizioni Biblioteca Marucelliana; nell’antologia Un fiume di poeti, curata da Giorgio Torricelli e Daniela Monreale, Edizioni Edifir, Firenze 2015.

È stato legato da lunga amicizia a Peter Russell, le cui vicende, umane e letterarie, ha seguito fino all’ultimo. Suoi contributi critici e traduzioni di testi del poeta inglese sono apparsi su varie riviste italiane.

È attualmente presidente dell’Associazione Peter Russell, che ha sede nel comune di Castelfranco-Pian di Scò e si occupa della conservazione e valorizzazione del patrimonio letterario del poeta.

È lettore in pubblico di testi poetici e letterari ed ha partecipato a varie manifestazioni e performances poetico-musicali.